Archive for dalla rete

TOGLIETEMI TUTTO…

… MA NON I KEBAB!!!

Tra le tante cose insensate che ho sentito in questi giorni, oggi ce n’è una che davvero mi ha fatto uscire di testa: la lotta al kebab, soprattutto se mangiato per strada.
Di per sè è un argomento talmente stupido che ci si dovrebbe far sopra una bella risata, se non fosse, oltre al fatto che io lo adoro, ovviamente, che questa iniziativa parte dalla scoperta dell’enorme aumento di ristoranti etnici che vendono principalmente questo alimento.

E allora? Se aumentano così tanto, vorrà dire che hanno successo, no?

Che forse c’è chi preferisce con 4,50 euro mangiarsi una bella piadina ripiena di carne saporita, insalata, pomodoro cipolla e, volendo, anche patatine fritte, condito con salsine (io e la mia pancia adoriamo quella piccante…) piuttosto che uno squallido panino prosciutto e formaggio, freddo e lì pronto dalla mattina!!!

Sempre la solita stupida, ignorante, squallida Italia razzista

COSE INSOLITE

Ecco qualche idea dal mondo, rivolta alle mamme che cercano di trovare facili soluzioni ai piccoli-grandi problemi legati alla quotidianità della cura dei loro bambini.

La prima idea devo dire che, pur non sapendone il prezzo e sicuramente non sarà basso, un pò mi avrebbe fatto pensare a conoscerla prima, anche se in realtà ha i suoi pro e contro: è una speciale culla da attaccare direttamente alla sponda del letto matrimoniale per unire l’utile di avere il bimbo nel lettone, alla comodità di dormire tranquilli senza nè aver paura di andargli addosso durante il sonno e anche senza avere comunque sempre meno spazio per poter dormire comodi la notte. …il contro è che sfido chiunque abbia conosciuto tale comodità a decidere di separarsene e di portare il pargolo a dormire nella sua cameretta… quando non starà più nella culla, poi, sarà lui a non volerci andare!

Questa seconda invece, devo dire che mi fa un pò senso, ma la posto perchè è sicuramente una cosa curiosa e magari potrebbe anche essere utile a qualche mamma o papà…
Sono due manone, credo di stoffa, che possono essere posizionate al posto delle mani della mamma nel tenere il bimbo mentre dorme, utile per quei bambini che appena li lasci si svegliano e urlano come disperati… ma non oso pensare alla reazione di un piccolino che si sveglia e magari si ritrova solo un pezzo di quel che crede la sua mamma nel lettino con lui…

SFERRUZZARE

Durante la prima gravidanza ho ripreso a sferruzzare a maglia.
Parlo di “ripreso” perchè è una cosa che facevo da piccola, anche se un pò per gioco, quando passavo i pomeriggi e le giornate estive a casa di mia nonna con mia bisnonna e grazie a loro avevo imparato i punti basilari per fare la maglia e l’uncinetto.

Per il primo bimbo ho così confezionato completini, tutine, salopette, scarpette e capellini, più un paio di copertine, il tutto poi abilmente rifinito e a volte ricamato da mia mamma. Alcune cose erano venute davvero carine, come una salopette rossa e bianca con dei cuoricini sulla pettorina (se riesco posterò poi la foto), ma stavolta, nascendo il fratellino a giugno, tutto ciò che avevo fatto di lana non sarà ovviamente usato e ho deciso di riprovarci, anche se sono passati anni e il tempo che manca è ormai poco, riprendere in mano i vecchi schemi che avevamo trovato e fare qualcosa in cotone.

Nelle riviste però non c’è molto che mi piaccia o che non abbia già fatto, così ho guardato un pò on-line ma anche qui schemi carini su siti italiani ne ho trovati ben pochi, molte cose in inglese, ma già non sono molto esperta e dover pure tradurre dal mio scarso inglese sarebbe davvero troppo.

Qualcuno ha suggerimenti?

QUANDO I ROMENI ERAVAMO NOI

Riporto dal sito del quotidiano Repubblica:

Cammini dolorosi, segnati da pregiudizi, espulsioni, carcerazioni, maltrattamenti portati alle estreme conseguenze. Vicende individuali che diventano pubbliche grazie alla mostra “Tracce dell’emigrazione parmense e italiana, fra il XVI e XX secolo”, organizzata dall’Archivio di Stato di Parma. Oltre cento i documenti esposti – dal 1545 al 1973 – che descrivono gli italiani al tempo in cui furono emigranti.


ITALIANI, CLANDESTINI A BUCAREST
A metà del ’900 non erano gli italiani a considerare i romeni criminali, ma i romeni a controllare i confini per non essere invasi dagli italiani. Una lettera del ministero dell’Interno testimonia come Bucarest si lamentasse dei nostri connazionali. E non era la sola. A Bombay tutti coloro che avevano a che fare con la prostituzione venivano chiamati “italiani”
LEGGI
“Gli indesiderati”
AMERICA Ministero: “Vittime di trafficanti”
ROMANIA Ministero: “Fermiamo gli espatri”

IL RACKET DEI BABY MENDICANTI
Dai comuni dell’Appennino parmense tra il 1845 e il 1847 partirono 2022 minorenni. Erano stati dati in affitto ad adulti perché diventassero garzoni o ambulanti. Molti furono fatti mendicare, picchiati e maltrattati. 512 non fecero mai ritorno. Tra di loro Eligio, un orfano lasciato morire sulle strade di Londra perchè non rincasava con abbastanza denari
LEGGI “Eligio e gli altri bimbi scomparsi nel nulla”
LA LETTERA “Vostro figlio è nelle mani di un assassino”

L’ASSASSINO DI SISSI E GLI ANARCHICI DELLA COMUNE CECILIA
Lucheni, l’uomo che uccise l’imperatrice d’Austria, nel ’39 fu inserito nelle liste di frontiera nonostante fosse morto in carcere 19 anni prima. In un documento del ministero degli Interni la sua biografia. E poi gli Agottani che in Brasile furono tra i fondatori di Cecilia, la comune anarchica più famosa dell’America latina, protagonista di un film con Vittorio Mezzogiorno
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“Perseguitati e fuggiaschi”
DOCUMENTI Informativa sull’omicida

GIROVAGHI E CIRCENSI, LA STORIA DEGLI ORSANTI
Artisti di strada dalla fama leggendaria, per secoli gli Orsanti partirono dalla Valle del Ceno e del Taro con al seguito cammelli, scimmie e cani ammaestrati. Per evitare carcerazioni o espulsioni chiedevano, prima di esibirsi a cappello, l’autorizzazione a “ciarlare”. I loro passaporti e le suppliche di chi chiedeva di uscire dallo Stato
LEGGI Artisti, braccianti e viaggiatori

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GIROVAGANDO

Girando per la rete quasi ovunque si parla di terremoto.

Si parla della tragedia, della solidarietà, dove non se ne parla si viene accusati di essere insensibili e cattivi, che non è il momento di scherzare… tutti vogliono fare dare aiutare…

Poi però…

Si legge anche che si ha paura che tutto poi cada nel dimenticatoio appena finita la notizia, appena la terra smetterà di tremare e i politici di farsi belli, tutto passerà in secondo piano perchè arriverà qualcosaltro da far vedere ai tg, magari finirà il GF visto che questo non si è fermato nemmeno davanti al lutto nazionale e l’altra sera facendo zapping tra le macerie e la gente disperata spuntavano loro, con i loro sguardi tristi per la nomination imminente…

E c’è anche chi si indigna perchè si sta facendo tanto e tanto clamore per questo terremoto, ma ci sono persone che ancora sono fuori di casa dopo decenni dalla loro di catastrofe naturale e si chiede perchè?

Già si sa che succederà la stessa cosa questa volta, i politici promettono, ma poi sappiamo tutti che andrà così, che tanto i soldi serviranno per finanziare gli appaltatori che mai termineranno però le costruzioni, si inaugurerà qualche ospedale, qualche grande costruzione ma le baraccopoli continueranno ad essere abitate… e tra tutto quel che si dice, si dice anche che questo avviene per convenienza, non però dello stato, delle imprese… ma per convenienza di chi ci abita nelle baraccopoli.

Se ne leggono tante di cose in giro in questi giorni, si legge di persone che se ne fregano della tragedia perchè tanto non tocca loro, loro sono lontani e di tragedie ce ne sono tante nel mondo e questo è anche vero, bisognerebbe pensarci tutti i giorni che queste cose succedono ovunque sempre, che se non è un terremoto è uno tsunami che qualche anno fa nemmeno sapevamo cosa era uno tsunami, oppure un attacco terroristico, una nuova guerra o qualche missionario rapito in africa, un bambino rapito, un serial killer misterioso o un padre pedofilo assassino e sequestratore.

Tutti i giorni succedono tragedie, dovremmo allora girarci dall’altra parte?

Sbagliato è rattristarci e aiutare solo chi ci propone la tv, perchè non siamo tante pecorelle che seguiamo il nostro pastore tg, ma sbagliato è anche non fare nulla e stare a guardare dicendo che tanto finchè non tocca il nostro orticello…

E poi mi chiedo… ma qualcuno lassù… chiunque sia… lui in questi momenti dove stava guardando?

PRESERVATIVI

Ecco qua che facebook mi ha dato lo spunto…

Che il papa consigli ai fedeli altri metodi per combattere l’AIDS in africa ai suoi fedeli ci può anche stare… (anche se io credo che in quanto persona intelligente e in quanto persona carismatica con milioni di persone che seguono la sua parola, potrebbe anche pensare prima alla sopravvivenza dei bambini e poi a “leggi” di 2000 anni fa….), quello che proprio non posso approvare è che dica frasi come “Il preservativo non risolve il problema dell’AIDS“, è come dire che la tachipirina non fa scendere la febbre…

Questa frase non è un consiglio ai fedeli, non è dare un’alternativa per risolvere un gravissimo problema per le popolazioni africane e mondiali: questa frase è una bugia, è un negare l’evidenza di una soluzione medica a un problema reale.

Consiglia pure l’astinenza, consiglia pure di non avere rapporti a persone che comunque ne avranno e dopo andranno a confessarsi magari, ma non dire loro che il preservativo non serve a niente!!!

Non sarebbe meglio dire:

La chiesa e Dio non approvano i rapporti sessuali fuori dal matrimonio, ma se proprio dovete peccare, almeno fatelo con un occhio di riguardo alla vostra salute e a quella della donna con cui state usando il preservativo!

Non sarebbe approvare i rapporti sessuali fuori dal matrimonio, sarebbe dare un’alternativa di vita a milioni di persone che muoiono di AIDS…

SCAPPARE DALLA RETE

Spesso è difficile farsi trovare, tutti vogliono apparire e ormai tutto ruota attorno a quante volte sei stato visto in tv o sul web, quanti contatti hai o quanto sei “famoso”.

Nel mio caso, è difficile il contrario.

Avevo un blog, un mio diario personale dove esprimevo tutto quel che mi passava per la testa, dove raccontavo di me, della mia vita, del mio lavoro, della mia famiglia e grazie a questo blog e a chi lo ha frequentato sono riuscita a superare i momenti più duri e difficili della mia vita. Ma di pari passo con la felicità che entrava a far parte della mia vita, i contatti aumentavano e di me si parlava molto, troppo… e non era quello che cercavo.

Ora sto provando a ricominciare, ma mi sto rendendo conto che è molto più semplice diventare famosi piuttosto che restare anonimi e sconosciuti.

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